Peter Griffin, il matematico che ha svelato i segreti del blackjack

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No, non stiamo parlando del protagonista di “I Griffin”, il simpatico cartone animato sbarcato in Italia nel 2000. Peter A. Griffin era un insegnante di algebra con la passione per il blackjack.  Nacque nel 1937 nello stato americano del New Jersey da una famiglia intellettuale: suo nonno, Frank Loxely Griffin, era uno stimato professore di matematica alla Reed University, nonché autore di diversi libri scolastici sulla materia. Entrambi i suoi fratelli hanno dimostrato un grande intelletto sin dalla giovane età, ma nel campo della letteratura anziché della matematica: il fratello Alan MacDougall è conosciuto per le sue poesie, mentre la sorella Barbara Dan per i suoi romanzi.

Griffin studiò alla Portland State University nello stato dell’Oregon, per poi conseguire il master’s degree, simile alla nostra laurea magistrale, alla University of California, nella città di Davis. Nel 1965, iniziò a lavorare come professore di matematica e statistica alla California State University nella città di Sacramento. Dedicò la maggior parte della sua vita lavorativa all’insegnamento accademico, e non smise mai fino alla sua morte, causata dal cancro alla prostata e avvenuta nel 1998.

Gli studi e gli esperimenti di Griffin sulle tecniche di conteggio delle carte lo hanno reso così famoso nel mondo del blackjack che oggi la sua foto appare nella “Hall of Fame” del Barona Casino, in California, dove fu aggiunta insieme a quelle di molti altri esperti del settore. Insieme al giocatore di blackjack professionale Ken Uston, Griffith fu l’unico ad apparire nella Hall of Fame del gioco dopo la sua morte.

Gli studi di Griffin sul blackjack

La passione del professor Griffin per il mondo delle carte lo spinse a proporre ai suoi studenti un corso sui calcoli matematici legati al gioco. Allo scopo di preparare il materiale didattico per il corso, Griffin si recò in Nevada per svolgere ricerche proprio dentro i casinò, e poté così giocare a blackjack per la prima volta. L’esperienza fu tutt’altro che un successo: i principi matematici che Griffin riteneva essere vincenti gli causarono invece grosse perdite. 

Tuttavia, la sconfitta non bastò a demoralizzare il professore. Al contrario, lo spinse a studiare in maniera ancora più approfondita il blackjack e la conta delle carte, alla ricerca di nuove strategie matematiche per assicurarsi la vittoria. 

Iniziò a raccogliere dati su giocatori scelti a caso nei casinò di Atlantic City, e a confrontare questi dati con quelli che aveva raccolto in Nevada. In questo modo, riuscì a calcolare per la prima volta la percentuale di svantaggio del giocatore medio, e a migliorare drasticamente le sue abilità nel gioco.

Gli studi di Griffin sul blackjack culminarono nel 1979, con la pubblicazione del suo libro intitolato “Theory of Blackjack: The Complete Card Counter’s Guide to the Casino Game of 21”. 21 è un altro nome che viene dato al gioco del blackjack.

Il libro è considerato la Bibbia del conteggio delle carte e, seppure un po’ troppo accademico per il giocatore medio, le sue tecniche sono ancor oggi ampiamente utilizzate nel mondo dei casinò. 

“Theory of Blackjack” è stato pubblicato 17 anni dopo quella che fino ad allora era considerata la più grande guida al mondo del blackjack, cioè “Beat the Dealer” di Edward O. Thorp. È interessante notare come Thorp stesso apprezzò il libro di Griffin, sottolineando la sua importanza per lo studio scientifico del blackjack ed il suo stile gradevole e scorrevole.

Nel 1991, invece, Griffin pubblicò “Extra Stuff”, una raccolta di studi e articoli accademici a cui aveva lavorato successivamente alla pubblicazione del suo primo libro. Anche se la sua abilità nel conteggio delle carte faceva impallidire anche i giocatori più esperti al tavolo verde, Griffin decise di non diventare mai un giocatore full time, perché giocare a blackjack per troppo tempo lo annoiava, e gli avrebbe tolto tempo prezioso da dedicare all’insegnamento.

Dopo aver raggiunto la fama nel mondo del gioco grazie ai suoi libri, però, il professore di Sacramento insegnò corsi di “matematica del casinò” allo Harrah’s Institute of Casino Entertainment.